Curiosando su internet, ho trovato delle notizie davvero incredibili sulle marmellate.

Il termine marmellata, deriva dal portoghese marmelada che significa confettura di marmelo (mela cotogna).

La parola marmeloa sua volta deriva dal latino melimēlu(m)che a sua volta deriva dal greco melímēlon, composto da méli = ‘miele’ e mêlon = ‘mela’.

L’origine della marmellata è molto antica: secondo il ricettario romano attribuito ad Apicio, gastronomo e cuoco amante dello sfarzo e del lusso, risalente al IV-V secolo dopo Cristo, già i greci usavano bollire le mele cotogne con il miele per addensare gli zuccheri in esse contenuti ed ottenere così una “crema” conservabile.

Ai tempi di Roma antica, infatti, lo zucchero non era conosciuto per cui la frutta veniva immersa in una mistura di vino passito, vino cotto, mosto o miele, per avere una conservazione di lunga durata non esistendo, all’epoca, metodi di refrigerazione.

Lo zucchero fece la sua comparsa in Europa solo dopo le crociate e ,grazie alla massiccia importazione di quello di canna dalle colonie, la marmellata si diffuse gradualmente in tutta l’Europa settentrionale e con essa anche il termine “confiture”, dal verbo confettare usato anticamente per indicare la preparazioni alimentari destinate alla conservazione.

Con il passare del tempo, lo zucchero finì per soppiantare sia il mosto che il miele ed il termine confettare assunse il significato di ricoprire un alimento con lo zucchero.

Ma ci sono altre bellissime leggende intorno a questo prodotto:

la marmellata d’arance, si narra, fu creata appositamente per Caterina d’Aragogna, per aiutarla a superare la nostalgia verso i frutti della sua terra una volta sposato il re d’Inghilterra Enrico VIII;

e che dire di questa sulla regina Maria de Medici: a causa di una carenza di vitamine diagnosticatale dopo il matrimonio con Enrico IV ed il suo trasferimento in Francia, vennero mandati in Italia degli uomini per prendere gli agrumi siciliani, all’epoca considerati i più pregiati, ma siccome il viaggio di ritorno era molto lungo, per conservali furono confezionate marmellate messe in apposite casse con la scritta :”per Maria Ammalata”, da lì alcuni lessero “poir Maire ammalate”, “por marimalade” – “marmelade”.

Oggi marmellata e confettura sono tutt’altro che sinonimi o giochi di parole. Con marmellata s’intende esclusivamente un prodotto a base di agrumi (limoni, arance, mandarini); con confettura s’intende invece un prodotto a base di qualsiasi altro tipo di frutta o ortaggi.

La differenza non sta solo nel tipo di frutta scelta, ma anche nella quantità utilizzata; nel caso di marmellata deve essere almeno del 20%, per la confettura del 35%, per la confettura extra del 45% (come stabilito dall’Unione Europea).

Se la quantità di frutta è superiore al 45% allora si parla di composta, in questo caso lo zucchero presente sarà in minore quantità.

Ora dopo questo piccolo assaggio di cultura, non vi resta altro che tuffarvi alla scoperta delle nostre creazioni.

Ad alcune delle nostre marmellate e confetture, abbiamo aggiunto spezie (zenzero, cacao, chiodi di garofano) per rendere i sapori ancora più intriganti e golosi.

L’abbinamento lo lasciamo a voi, fateci sapere…..

Buon gusto a tutti.